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Giovedí 23 Aprile 2015 18:07
Delta Informatica Trentino: Marchioron "Mi spiace non aver potuto dare il mio contributo fino alla fine. Ma la nostra stagione rimane estremamente positiva"
Delta Informatica Trentino
Con l'amara eliminazione nei quarti di finale dei playoff promozione, per mano del Club Italia, in casa Delta Informatica è tempo di tracciare un primo bilancio. La doppia sconfitta al tie break rimediata contro Egonu e compagne ha lasciato naturalmente tanta delusione e rammarico nell'ambiente gialloblù, compensato comunque dalla splendida stagione disputata in termini generali, con le ragazze di mister Gazzotti capaci di stupire tutti, attraverso grandi prestazioni che hanno regalato alla Trentino Rosa il quarto posto in campionato e il raggiungimento della semifinale di Coppa Italia.Il compito di stilare un primo bilancio, a livello di squadra ma anche personale, tocca a Giada Marchioron. L'opposto è stata la vera leader in campo e fuori della Delta Informatica, autrice di una stagione strepitosa rovinata, purtroppo, dal serio infortunio al ginocchio subito nella partita d'andata dei quarti playoff che l'ha costretta a chiudere anzitempo la stagione.
«Ancora adesso provo delusione - esordisce Giada - perché continuo a pensare se comportandomi in modo diverso prima e durante quello scampolo di partita che ho giocato sarei riuscita ad evitare di farmi male. Mi dispiace soprattutto perché non ho potuto dare il mio contributo alle compagne in uno dei momenti più importanti della stagione: le ragazze sono state secondo me molto brave nella doppia sfida contro il Club Italia, all'andata sono riuscite a tenere duro nonostante il mio infortunio, portando a casa due set; al ritorno purtroppo siamo partite contratte, perdendo i primi due parziali dopo essere state largamente in vantaggio, poi però è venuto fuori l'orgoglio perché invece di crollare siamo riuscite a recuperare, uscendo sconfitte di un soffio al tie break».
Queste ultime due partite, prosegue il capitano gialloblù, non cancellano quanto di buono è stato fatto nel corso della stagione, con la Delta Informatica capace di rivelarsi una “matricola terribile” al primo anno nella seconda serie nazionale.
«Sicuramente la stagione è stata positiva e piena di emozioni intense, perché partivamo da neopromosse e con un organico composto per la maggior parte da giocatrici che la serie A2 l'avevano disputata da riserve oppure non l'avevano proprio mai affrontata. Nel corso del campionato abbiamo dimostrato il nostro valore, crescendo partita dopo partita e mantenendo una grande costanza di gioco e di risultati, fattore che secondo me è stato decisivo per chiudere davanti a formazioni assai più quotate ed esperte come Rovigo, Aversa e Soverato. Considerato che la società aveva deciso di affrontare la stagione con un gruppo poco avvezzo alla categoria, è già un ottimo risultato aver riscontrato una notevole crescita tecnica e mentale di ognuna delle giocatrici, grazie al lavoro in palestra durante gli allenamenti e in partita».
Infine, uno sguardo all'annata individuale di Giada, con numeri davvero da capogiro: in campionato ha firmato 471 punti in 25 partite, con una media di 18,84 punti a match e 5,60 a set (la migliore in questo frangente). Solo Rossi Matuszkova, Eleni Kiosi e Paola Egonu hanno messo a terra più palloni di lei, giocando tutte quante comunque almeno dieci set in più (Egonu addirittura venticinque).
«Sono molto soddisfatta a livello personale di quello che ho fatto in questa stagione – conferma la ventisettenne di Marostica – non me lo aspettavo perché erano quattro anni che non disputavo la A2. Il livello generale è sì calato ma ci sono molte giocatrici di valore come Tereza Rossi Matuszkova ed Eleni Kiosi con cui ho “battagliato” per la classifica delle migliori attaccanti. Devo ammettere, anche se non mi crede nessuno – afferma ridendo Giada – che non ho mai guardato di mia iniziativa quelle statistiche, me lo dicevano gli altri ma io, anche per scaramanzia, non me ne sono mai interessata più di tanto: a stagione finita, comunque, posso dire che è stato un risultato di cui essere fiera. Naturalmente non è solo merito mio ma anche delle compagne, perché a pallavolo si gioca assieme, e sono loro che mi hanno permesso di attaccare al meglio numerosi palloni».
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